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Risposte alle tue domande

Domande frequenti

Da chi può certificarsi a come funziona il punteggio: trovi le risposte divise per argomento, con i rimandi per approfondire.

La prassi

Che cos’è la UNI/PdR 192:2026?

È una prassi di riferimento UNI pubblicata il 14 aprile 2026, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia. Definisce i requisiti di un sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro. È un documento volontario: non è una norma tecnica e non è obbligatoria.

Chi ha promosso la UNI/PdR 192 e chi la governa?

La prassi è promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia, con project leader Matteo Orlandini. UNI mette a disposizione anche un software ufficiale per la gestione del sistema, SUITE 192.

Su quali aree si basa la valutazione?

Sette aree: organizzazione del lavoro e flessibilità oraria e spaziale, supporto alla maternità, supporto alla genitorialità, supporto ai carichi di cura, salute e benessere, sostegno economico e servizi, sviluppo professionale e continuità di carriera. Ogni area ha KPI qualitativi e quantitativi dedicati.

Certificazione

Quali organizzazioni possono certificarsi?

Organizzazioni pubbliche e private di qualsiasi dimensione e settore: grandi imprese, PMI, enti pubblici, cooperative e terzo settore. Gli indicatori valutati sono gli stessi per tutte; la soglia minima dipende dal numero di dipendenti.

Quale punteggio serve per ottenere la certificazione?

Il 50% per le organizzazioni fino a 49 dipendenti e il 60% da 50 dipendenti in su. È previsto inoltre l’obbligo di dimostrare uno o più indicatori quantitativi, in numero variabile a seconda della dimensione aziendale.

Quanto dura il certificato?

Il certificato vale 36 mesi, come fissa il decreto attuativo dello sgravio contributivo. Nel triennio l’organismo svolge audit di sorveglianza periodici: la cadenza esatta va concordata con l’organismo scelto.

Quali sono le fasi del percorso di certificazione?

Tre fasi: gap analysis interna (analisi dei processi esistenti, governance e piano strategico), implementazione delle misure sulle 7 aree con raccolta di evidenze, verifica di parte terza da parte di un organismo accreditato. L’esito positivo porta al rilascio della certificazione e al Marchio UNI.

Chi rilascia la certificazione?

Un organismo di certificazione accreditato, dopo una verifica di parte terza che comprende analisi documentale e verifica presso l’organizzazione. L’accreditamento specifico per lo schema UNI/PdR 192 va sempre confermato caso per caso presso Accredia.

Cosa sono gli audit di sorveglianza?

Sono le verifiche che l’organismo svolge dopo il rilascio, per controllare che le misure restino attive e che gli indicatori siano ancora monitorati. RINA indica audit a 12 e 24 mesi nel triennio di validità del certificato (36 mesi): la cadenza esatta va concordata con l’organismo.

Quanto costa certificarsi?

Nessuna fonte consultata fornisce tariffe di audit. Le voci di spesa tipiche sono l’acquisto della prassi dal catalogo UNI, l’eventuale consulenza, l’audit dell’organismo di certificazione e il mantenimento: gli importi vanno richiesti a preventivo. Il bando Unioncamere copre fino a 6 giornate di assistenza gratuita e fino a 12.000 € del costo della certificazione, in base agli addetti.

A quali organismi ci si può rivolgere?

RINA, DNV, CSQA, Bureau Veritas e GCERTI Italy hanno pubblicato una pagina dedicata alla UNI/PdR 192. La presenza di una pagina commerciale non equivale ad accreditamento Accredia per questo schema, regolato dalla circolare tecnica DC n. 29/2026: va verificato caso per caso.

Che differenza c’è con la UNI/PdR 125?

La UNI/PdR 125:2022 riguarda la parità di genere e ha una certificazione di durata triennale con autovalutazione tramite questionario anonimo. La UNI/PdR 192 riguarda la conciliazione vita-lavoro.

Incentivi

Che incentivi sono previsti per chi si certifica?

Due incentivi documentati: uno sgravio contributivo fino all’1% dei contributi previdenziali (tetto 50.000 € annui per impresa) e il bando Unioncamere, con 7,5 milioni di euro di dotazione destinati ad assistenza tecnica e prima certificazione.

Come funziona lo sgravio contributivo?

Introdotto dal DL n. 62/2026, art. 6, convertito dalla L. n. 112/2026: esonero fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con tetto di 50.000 € annui per impresa, subordinato al possesso della certificazione. Il decreto attuativo, firmato l’8 settembre 2026, prevede una domanda telematica all’INPS a finestre annuali e una riduzione proporzionale se le risorse non bastano. Si attendono le istruzioni operative dell’INPS.

Cos’è il bando Unioncamere?

Un bando con dotazione di 7,5 milioni di euro, obiettivo 1.000 imprese certificate entro un anno: 3.250.000 € per assistenza tecnica (fino a 6 giornate di supporto per impresa) e 4.250.000 € per la prima certificazione (fino a 12.000 € per impresa, più 450 € per chi è già certificato UNI/PdR 125), con riserva del 60% alle MPMI.

Gli incentivi della UNI/PdR 192 sono cumulabili con quelli della UNI/PdR 125?

Non è chiarito dalle fonti ufficiali: né il DL n. 62/2026 né il decreto attuativo vietano o disciplinano il cumulo dei due esoneri. Si attendono le istruzioni INPS; fino ad allora il punto va verificato con un consulente.

Quando si presenta la domanda per il bando Unioncamere?

Lo sportello è aperto dalle 10:00 del 21 settembre 2026 alle 16:00 del 31 marzo 2027, salvo esaurimento dei fondi. La domanda si presenta online sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, dopo un test di pre-screening, e il percorso va concluso entro il 30 giugno 2027.