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Come prepararsi alla UNI/PdR 192 in 90 giorni

· Redazione unipdr192.it

  • certificazione
  • preparazione
  • checklist

Un percorso in tre fasi per arrivare pronti alla verifica di parte terza: gap analysis, implementazione delle misure sulle 7 aree e raccolta delle evidenze.

L'iter di certificazione della UNI/PdR 192:2026 è composto da tre fasi: gap analysis interna, implementazione delle misure e verifica di parte terza da parte di un organismo accreditato.

Puoi usare i tre mesi proposti qui per organizzare il lavoro prima della verifica. È un esempio di pianificazione: la prassi non fissa una durata di preparazione. Adatta i tempi alle misure già attive e ai documenti da raccogliere.

Giorni 1-30 · Capire da dove si parte

Il primo mese serve alla gap analysis interna, in tre attività:

  1. analizzare come funzionano oggi i processi su orari, congedi e servizi;
  2. definire governance e responsabilità, cioè chi risponde del sistema di gestione;
  3. formalizzare obiettivi e piano strategico.

Il riferimento operativo sono le sette aree di valutazione della prassi:

  • Organizzazione del lavoro e flessibilità oraria e spaziale
  • Supporto alla maternità
  • Supporto alla genitorialità
  • Supporto ai carichi di cura
  • Salute e benessere
  • Sostegno economico e servizi
  • Sviluppo professionale e continuità di carriera

Per ciascuna area la domanda da porsi è se quello che già si fa sia formalizzato e misurabile. Una consuetudine informale e una misura documentata non pesano allo stesso modo in verifica.

Giorni 31-70 · Attivare le misure e documentarle

Mentre attivi le misure sulle sette aree, occupati anche di:

  • la raccolta di evidenze documentali;
  • l'attivazione di sistemi di monitoraggio coerenti con i requisiti.

Alcuni esempi di misure, area per area: smart working, orari flessibili e part-time reversibile per l'organizzazione del lavoro; programmi informativi, gestione del rientro e riconoscimento delle competenze per il supporto alla maternità; utilizzo dei congedi parentali e integrazioni economiche per la genitorialità; flessibilità per caregiver e permessi aggiuntivi per i carichi di cura; prevenzione e supporto psicologico per salute e benessere; contributi, convenzioni e previdenza complementare per il sostegno economico; assenza di penalizzazioni dopo i congedi per lo sviluppo professionale.

La prassi prevede KPI qualitativi e quantitativi distribuiti sulle sette aree, usati per misurare il livello di maturità dell'organizzazione e monitorare l'efficacia delle misure. È inoltre previsto l'obbligo di dimostrare uno o più indicatori quantitativi, in numero variabile a seconda della dimensione aziendale: una misura senza un dato che la accompagni difficilmente regge alla verifica.

Giorni 71-90 · Prepararsi alla verifica

La terza fase è la verifica di parte terza, svolta da un organismo accreditato. Prevede due momenti:

  • l'analisi documentale;
  • la verifica presso l'organizzazione, per valutare l'effettiva applicazione del sistema di gestione e il monitoraggio degli indicatori.

Le ultime tre settimane servono a rileggere le evidenze con gli occhi di chi verificherà: ogni misura dichiarata deve essere rintracciabile in un documento e, dove previsto, in un indicatore.

L'esito positivo porta al rilascio della certificazione e all'ottenimento del Marchio UNI. Il certificato vale 36 mesi, come fissa il decreto attuativo dello sgravio, e nel triennio l'organismo svolge audit di sorveglianza: RINA li indica a 12 e 24 mesi, la cadenza esatta va concordata con l'organismo scelto.

Per lo sgravio contributivo il certificato deve essere rilasciato da un organismo accreditato specificamente per la UNI/PdR 192:2026: verificalo sulla banca dati Accredia prima di chiedere il preventivo.

Il punto di partenza

Prima di aprire il calendario conviene sapere da dove si parte. L'autovalutazione gratuita fa 21 domande sulle sette aree e, lasciando i contatti, restituisce il punteggio rispetto alla soglia della tua fascia dimensionale.